7 marzo 2008

e tu avevi i vestiti adatti per la tua apocalisse.


Poi apro gli occhi e leggo che fuori piove. Come se qualche allarme fosse impazzito e avesse trascinato dietro di sè carnefici e vittime. Hanno fatto una strage. Angeli con le ali ingessate dall'infermiera sordomuta. Tu ed io scorriamo l'album che ci ha regalato tua sorella. Quello senza foto di lei. Mi sembra di vivere. No?

E a me cade un mito fatto di supremazie e cancri al fegato. Corriamo il buio e tu hai bisogno di una sigaretta. Una delle solite, di quelle che fumi tu. Le solite. Si. C'è abbastanza tempo prima che tutto crolli. Prima che i lampioni del corso ci annodino insieme come serpi che litigano e si sciolgono come un gelato al sole. Il cielo è viola intenso e sento odore ci caffè e catrame bagnato.

"Devo togliermi le scarpe" dici. "Devo, tu non capisci, ne ho bisogno" Ma ci prenderanno amore, ci prenderanno, e poi? Non ci saranno piu piedi a cui mettere le nostre scarpe firmate. Non piu balli di scuola, non piu feste con gli amici, non piu tequila o vino insieme. Condannati eternamente a stupidi giochi infantili. E' gesù cristo che ci punisce, il temibile misericordioso.

Stiamo perdendo non te ne sei resa conto ancora? Siamo emarginati o saremo indelebili sui muri se continuiamo cosi. Fidati. Di me. Correre è l'unica cosa, e dimenticarsi. Non possiamo dormire. Nemmeno un falso dormiveglia ci è concesso.

Fottiti.

Andiamo. Andiamo. Andiamo a vedere cosa succede quando il tramonto del giorno non arriva mai. Quanto ancora il fumo di quelle fotografie bruciate deve ancora continuare ad avvelenare l'aria?