9 marzo 2008

non ho mai visto i fuochi fatui.


Portami a bere a Londra per favore. Fammi sfidare le nebbie della città tanto oggi è domenica e non c'è nessuno per strada. Ho bisogno di salire su uno di quegli autobus e di sentirne gli odori. Tutti quanti. Fammi ridere con le tue battute al vetriolo perche in fondo è questo che ci rimane. Fammi scappare da questo purgatorio di anime appese per i piedi, vestite a festa come in chiesa. Portami a ballare perche non ne sono capace e stenditi al sole con me finchè c'è tempo. Siediti in cima a quella collina e con il tuo aquilone tocca la stella più vicina. Togliamoci i nostri caschi di fumo nero e impariamo ad affondarci l'uno nell'altro. Senza doverci per forza sparare addosso. Noi non rientriamo nel calderone che ribolle questo dovresti saperlo molto bene. Le vedi anche tu tutte quelle parabole sui tetti? Famiglie felici che riunite per un solo giorno guardano il film del pomeriggio. Perche tanto del campionato non gliene frega niente. Ormai passiamo il tempo provando a decifrare quelle scritte incomprensibili sui muri di casa nostra. Ti sento sempre più distante. Guarda. Le stesse scritte compaiono anche su quel treno. Fermo. In Centrale. Ma mentre io sono al quinto jagermeister tu non parli più. Le labbra mi bruciano e non ho praticamente più salivazione. Andiamocene via dai, è inutile passare il tempo davanti ad una stazione sperando che lei sia in ritardo. Non ti serve a niente, se non ad affossare la tua autostima e il buonsenso che da sempre è il tuo cavallo di battaglia. "Ti sbagli, io l'ho vista ti dico."
Non possiamo starci fino all'alba lo sai vero? Ognuno ha la sua vita e tutti dobbiamo cercare di portarla avanti nella maniera più dignitosa. Come sempre tu mi hai insegnato a fare, ricordi?
Allora andiamo.
Preghiamo per chi è morto e non lo sa.
Preghiamo per chi come me si sente in dovere di non chiedere.
Preghiamo per chi dopo un foro di proiettile in testa si alza e parte.