6 marzo 2008

permanente integrità scolpita sul retro del sistema solare.


Rideva. Rideva beffarda sotto il suo cachemire color porpora. E non si preoccupava dell'idiozia del mondo che la circondava. Era sola la poveretta e tutto intorno a lei manichini dell'upim chiuso ormai da cinque anni buoni. Sorrideva di noia. Visibilmente assuefatta dalla costante tachicardica ricerca della SUA felicità.
Apparente.
Non mi sono mai sentito tanto infelice per qualcuno. Nemmeno per quel gattino che stringe come se fosse la SUA ultima speranza.
Tra le dita. In quella foto.
Regina di anidride carbonica e di tutto cio che ne consegue.
Non sa di essere emblema della fine.
Mi parla. Come se parlasse alla centralinista della TIM. Seguita a ripetermi del SUO progetto. Dei sogni, delle aspettative. Chi ha il coraggio di dirle che niente di tutto ciò è reale?
Anche se fosse, servirebbe forse a qualcosa? A qualcuno?
No
"Ieri sera ero strafatta ad un rave e oggi mi serve la macchina ma non so dove l'ho parcheggiata"
Strano, dove dovrà mai andare?
"Dal mio ragazzo"
Avrei potuto accompagnarla, d'altronde.
"Non disturbarti, fà lo stesso."
Vabene.
Sei così costantemente affamata che non guardi in faccia nemmeno chi in faccia ti guarda eccome. Pensi di sapere, di essere, eppure no. Pensi ma no. No. Non sei.
Pensieri di plastica e idee surgelate. Le menti sottovuoto dai banconi del supermercato sono quelle dei nuovi supereroi metropolitani intabarrati a gennaio e accaldati a luglio.
Spingono ma non vogliono essere toccati. Colla.
Nuclei di grigio si sparpagliano sui marciapiedi e la gente li vede, e li evita. Come se fossero merde di cane. Il TUO grigio.
Quello di TUTTI.
"A settembre me ne vado" Un ragazzo sorseggia il suo caffè seduto sul muricciolo. Legge Perèc.
La vita istruzioni per l'uso.
A cercare cosa? Una costante che mi permetta di non inciampare durante il mio percorso extratemporale. Che mi possa cementare i piedi nell' anno che mi appartiene.
Lo sterrato che mi faccia arrivare prima e meglio. Poi dopo, imparerò.
Sappiamo entrambi che così non sarà. Che dell'altro
occuperà il TUO grigio.